Perché sono d’accordo con Jovanotti sul lavoro “gratis”.

Pochi minuti fa mi sono ritrovato sul sito di Repubblica, a guardare un video in cui Jovanotti spiega perché, in alcuni frangenti, lavorare “gratis” è bello. Il titolo dell’articolo ha suscitato (giustamente) la mia curiosità. Una conseguenza logica, ovvia, dato che da sviluppatore ho sempre vissuto sulla mia pelle il problema.

Jovanotti

Chiunque sia del mestiere lo sa: negli ultimi anni il nostro lavoro è stato sempre svalutato. Solo di recente le cose sono cambiate. Leggermente, ma sono cambiate ed in meglio.

Comunque sia, un passaggio in particolare del suo discorso mi ha colpito:

… Così mi sono ricordato che quando ero ragazzo anche io lavoravo gratis alle sagre e mi divertivo come un pazzo. Imparavo ad essere gentile con le persone, se mi avessero detto non lo fare, vai in colonia, sarebbe stato peggio. Ma per me quel volontariato lì era una festa anche se lavoravo alla sagra della ranocchia… Mi dava qualcosa …

Non solo mi ha colpito, ma lo ha fatto anche positivamente. Tuttavia, in giro su internet molti opinionisti hanno voluto dire la loro ed anche con una certa ferocia tipica dell’ignorante 3.0.

Insomma: fiato alle trombe come al solito. Nella maggior parte dei casi ho letto pareri assolutamente contrari e questo di seguito è uno dei tanti esempi.

Sono sincero: la cosa non mi ha stupito più di tanto. Un tweet del genere è proprio la quintessenza, e la dimostrazione perfetta, l’esempio per antonomasia, dell’abilità tutta italiana di fare di tutta l’erba un fascio.

Che il lavoro gratis sia deplorevole ci arrivano tutti. Non ci vuole l’arte. Tuttavia, in alcuni frangenti della propria vita, fare qualcosa “gratis” può dare benefici a lungo termine che, in tutta onestà, il denaro non può dare.

In questo discorso sono convinto c’entri anche il sistema dell’istruzione. Ne parlerò, tempo permettendo, più in là.

Tornando a noi, per capirci meglio, ecco qualche esempio puramente personale:

  • Da piccolo io stesso ho fatto qualche lavoretto, di vario genere. Dall’aiuto macellaio all’aiuto pescivendolo, passando per un bancone del bar e per la reception di un albergo. A volte pagato, a volte no, a volte meno del dovuto. Il risultato? Mi ricordo di essermi divertito come un pazzo anche io, e di aver imparato un sacco di cose;
  • Tante, tantissime volte ho offerto la mia consulenza gratuitamente quando ho visto un progetto interessante sulla mia strada. Sempre per lo stesso motivo: per divertimento. Senza contare le meravigliose amicizie che mi sono fatto per la strada. Quindi, “Collaborazione > Soldi”. Non scordiamolo;

Di contro, mi è capitato di vedere tante persone ossessionate così tanto dai soldi che non hanno fatto neanche un centesimo.

Insomma, riassumendo:

  • ragazzi (e non), fidatevi: a volte lavorare “gratis” non vuol dire lavorare gratis;
  • critici della domenica, è vero che su internet potete dire quello che volete, ma a volte è facile perdere un’ottima occasione per star zitti;

Meditiamo.